IN FATTO E IN DIRITTO
31 OTTOBRE 2025
Disclaimer:
Il contenuto-cronistoria di questa pagina, è stato portato a conoscenza e messo a disposizione di alcuni giornalisti d’inchiesta perché procedano, attendiamo sviluppi fiduciosi.
N.B.
Giornalisti che desiderano ulteriori delucidazioni o ricevere altro materiale, possono compilare il form di contatto in fondo alla pagina. Risponderò in privato quanto prima, solo se forniranno numero tesseramento ODG - se non già noti.
Antefatto:
Un comune cittadino - sulla carta musicista, deejay e podcaster - un giorno di agosto decide di caricare un contenuto “particolare” sui suoi profili social. Posa plastica e fare teatrale, riprende e commenta con toni provocatori e irrispettosi il caso di Asia Vitale - per cui c’è già la sentenza in giudicato per i sette stupratori che hanno scelto il rito abbreviato, godendo dell'abbattimento di pena e rinunciando ai tre gradi di giudizio. L’unico che aveva deciso di ricorrere all’appello, lo ha perso questo ottobre 2025 e si è visto riconfermare la sentenza di primo grado.
Il video, caricato con un tempismo perfetto - in concomitanza della partecipazione della vittima a “La Zanzara”, diventa presto virale e crea uno squarcio nel già precario rattoppo che lei stava tentando di ricucire; ciò che rimaneva della sua vita dopo lo stupro - dilaniata da una gogna mediatica cui è sottoposta da più di due anni, a causa del pregiudizio di una certa fetta di opinione pubblica che è nutrita dalla stampa.
Vittimizzazione secondaria mezzo “intervista”:
Il podcaster decide di sfruttare la viralità ottenuta per prendere i contatti con lei, accetta quella che si rivelerà presto un interrogatorio, estenuante anche per lo spettatore.
https://www.youtube.com/watch?v=_eI8MhKq774
Una durata di quasi due ore, dove temi come pedofilia, droga, autolesionismo, suicidio, violenza sessuale, rapimento, sequestro, minaccia con arma da taglio, relazione abusante, revenge porn; vengono derubricati. Non erano di rilievo perché la puntata aveva scopi sensazionalitici - farle ammettere il consenso, almeno iniziale, dato quella notte ai sette. Voleva non un’ammissione pubblica, ma una confessione dalla vittima - uno scoop. Lei risponde e ribatte, in molti punti è evidente che è sopraffatta e non sa più che formula di risposta usare affinché lui smetta di metterla a disagio e farle pressione - deligittimando il suo trauma. Finalmente, questo strazio finisce.
Lei racconta: era drogata e ubriaca, stato di minorata difesa, ha incontrato la persona cui era legata e si fidava quindi si sono avviati verso il noto epilogo. Ha provato a fermarli quando è riuscita a pronunciare qualche parola, dato lo stato di freezing da shock: non ci è riuscita perché in assoluto stato di disparità e in totale alterazione per mix di alcol, droghe leggere e pesanti; ha provato almeno a richiedere soccorso, un’ambulanza, e non avrebbe denunciato, ma le è stato negato pure questo. I sette si sono dati alla fuga. Più precisamente sono andati a mangiare in una rosticceria, avevano fame. Loro.
Torniamo a lei.
Avrebbe voluto accettare passivamente l’accaduto e tornare a casa, sommandoli a tutti gli altri traumi pregressi di cui aveva ampiamente appena parlato - per abitudine al dolore e non perché non fosse stata un'esperienza devastante, ma è stata raccolta da due passanti, perché esanime a terra e condotta in ospedale che, accertato lo stupro e refertato, ha avviato l’iter - iniziando l’indagine. Hanno scoperto una premeditazione basata sui suoi usi e costumi nonché intercettato la confessione dei sette subito dopo il fatto. Uno di questi, la Mente e la persona cui lei era affezionata, aggiungeva il reato di revenge porn, condividendo il video-prova dello stupro ad alcuni contatti. Tutto questo è cosa nota e certa per la legge, anche se l’opinione pubblica continua a non essere d’accordo. QUI grossi stralci della sentenza con le motivazioni a riprova di quanto detto sinora.
Incredibilmente, quanto da lei pronunciato in modo chiaro e ripetuto un numero di volte superiore a cinque, dato che era interrotta di continuo dal podcaster, viene tradotto da un blog online e locale come: “al centro dell’intera puntata – che per le dichiarazioni fatte da Asia Vitale è un pugno allo stomaco per tante femministe che hanno manifestato per lei «perché quei ragazzi, dopo che mi hanno violentato, se non mi avessero abbandonato per strada, non li avrei denunciati»”. Mistificazione.
Le conseguenza dell’intervista-interrogatorio:
Genera dissenso generale, rimbalza mezzo social grazie alle reaction di AnnaManna, AbiCocca, Ruvido e altri creators che sollevano le non poche criticità di quanto da noi tutti visto.
Il podcaster ha la possibilità di fornire un contraddittorio alle critiche a ErniaGatta, accetta.
https://youtu.be/RPxuwvvQz80?si=Uv8lQ-5UOuWX6l5K
In questo confronto, i punti salienti che lasciano dubbi sull’evoluzione che ha poi preso la vicenda, sono:
- Lapsus freudiano dove definisce gli stupratori vittime, nel rammarico di non poterli intervistare (perché giustamente incarcerati).
- Intenzione di fornire un contraddittorio alle loro famiglie, declinato perché sconsigliato dai loro legali.
- Preannuncia uno “scoop” imminente, potrebbe essere “riaperto il caso” - con sentenza definitiva in giudicato, escludendo l’unico che aveva fatto appello e l’ha perso, ricordiamolo.
- Incalzato ritratta e dice che, a limite, sarebbe una riapertura mediatica ma non da parte sua che non è nessuno, bensì da testate più grosse.
- Nega allo sfinimento lo stupro ma non la violenza, riferendosi alle percosse perché è evidente per lui che stupro è sinonimo di sesso. Non in tutti i casi, solo se la vittima è abituata, come lei che ha questa attitudine. Le dà esplicitamente della prostituita, a sfregio, come se nel caso in cui lo fosse stata allora non avrebbe meritato giustizia in caso di stupro - che ribadiamo essere stato già accertato.
- Infantilizza gli stupratori nel tentativo di giustificarli e sminuire il reato, non riuscendoci tenta la via di porre sullo stesso piano loro e lei - in quanto ubriachi entrambi. Ignorando che uno compie il reato e l’altro lo subisce.
- Riesce a darle della pazza, pensando che questo allora li possa salvare ma se lo fosse, sarebbe un aggravante di cui loro hanno approfittato. Non lo è, per dovere di cronaca. Una vita traumatica non rende "pazzi", a limite crea instabilità emotiva e umore altalenante.
- Concepisce il concetto di “consenso premeditato”, pur di non accettare che sia stato uno stupro organizzato da loro e non un’orgia concordata. Lei non era presente nel gruppo della chat in cui questi prendevano accordi, era per loro del tutto irrilevante il suo consenso. In partenza, si sono aggregati per quello e l’hanno fatto.
- Conclude con una domanda: “se lo riaprono, questa live la teniamo?”
Alla luce di tutto ciò, la chiamerei documento. Grazie ErniaGatta.
Nota legale
Le osservazioni si riferiscono esclusivamente a dichiarazioni pubbliche e comportamenti mediatici dell’intervistato, considerato nella sua veste di figura pubblica, e non alla persona privata. Rientrano pertanto nel legittimo esercizio del diritto di cronaca, di critica e di opinione, ai sensi degli artt. 21 della Costituzione italiana e 51 del Codice Penale. Le informazioni riportate hanno esclusivamente finalità documentale e di interesse pubblico. Ogni riferimento a soggetti o fatti è corredato da riscontri oggettivi, tratti da fonti accessibili o da dichiarazioni pubbliche verificabili. Ai sensi dell’art. 70 della Legge n. 633/1941, l’eventuale utilizzo di citazioni, estratti, immagini o contenuti audiovisivi è effettuato a scopo di informazione, analisi e discussione, nei limiti consentiti e senza alcun fine di lucro.
Avvicinamento a lei:
Nel frattempo, lui ottiene la sua fiducia in privato. È confermato in live, a più riprese, dalla sua amica e tiktoker a sua volta Emma Guiducci: si sentivano abitualmente. Curioso ma non di rilievo finché non si scopre, mezzo stampa, che esisterebbe un audio "shock" in cui lei confida proprio a lui tutto quello che avrebbe da sempre voluto sentirsi dire. A lui.
Si scopre ben presto che sarebbe stato fatto ascoltare a lei a Le Iene, per avere la sua reazione spontanea e in tempo reale.
È irrilevante la nuova vittimizzazione secondaria a cui è sottoposta, senza alcuna ragione di essere per i motivi sopra detti. È più interessante il breve e rapido intervento del podcaster: la registrazione, non solo è avvenuta senza il consenso di lei - tant'è che l'ascolto è avvenuto in tv e poi diffusa mezzo stampa, social e media - ma è stata affidata a un perito per valutarne l’autenticità e assenza di manipolazioni. La ragione?
Fornire questo file alla controparte, ai legali degli strupratori per tentare una revisione processuale. Il pagamento di questo servizio potrebbe essere a carico del podcaster o delle famiglie perché “potrebbe servire a loro per abbattere la pena ai ragazzi”, non lo sa nemmeno lui. Si chiude il sipario con molte più domande su di lui che su di lei.
Toni minacciosi via Instagram da parte del podcaster alla vittima di stupro, certa per lo Stato - ricordiamolo ancora una volta:
Sembra irreale ma è successo davvero, un carosello di stories dove la "invita" di tenere la bocca chiusa e continuare a fare “la brava”, come già fatto a Le Iene, perché altrimenti avrebbe fatto uscire altre prove. In calce gli screenshots, a futura memoria.
Nella notte, avvia una live su TikTok che irreale è dir poco: lascia intervenire persone casuali, concorda con chiunque insulti lei, neghi lo stupro, giustifichi i ragazzi o provi per loro pena; s’infervora, invece, quando capitano interventi pacifici di persone colte, competenti e preparate sull caso- tenta di negare a oltranza, ma questa volta la sconfitta e la portata del danno fatto è visibile anche ai non “addetti ai lavori” e irreversibile. Contesto in cui ammette, candidamente, azioni compromettenti; supportate da Emma Guiducci che comunica che non solo l’audio era stato fatto ascoltare al legale di Gargano, a quelli degli stupratori ma anche a lei, al suo migliore amico, ai due collaboratori e forse altri che ora mi sfuggono.
Ultime dichiarazioni del podcaster su La Sicilia, dove il giornalista Luigi Ansaloni ribadisce quanto sia stata illecita e inutile questa mossa: “Sto malissimo”. Lui.
Dibattito:
Alla luce di questa operazione pubblica messa in essere da Gioacchino Gargano, ci riuniamo per analizzare e discutere le affermazioni formulate nel corso di quella live, nonché alcune parti critiche a lui riferibili emerse dalla trascrizione integrale della telefonata.
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Fonte originale: “Mediaset Italia 1, Le Iene (12/10) – Asia Vitale racconta a Roberta Rei l’audio choc sul presunto stupro di gruppo si trasforma in una confessione”, pubblicato su www.agenziagiornalisticaopinione.it.
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Il dibattito ha ad oggetto la figura pubblica e il comportamento mediatico del personaggio, non la persona privata, e si svolge nel pieno rispetto della dignità individuale e delle norme in materia di diritto di critica e libertà di espressione (art. 21 Cost. e art. 51 c.p.).
Toccheremo anche le posizioni espresse e gli interventi riconducibili alla cosiddetta cultura dello stupro, cui il personaggio ha dato visibilità nei propri spazi digitali. L’analisi verterà sulla responsabilità comunicativa e sull’impatto pubblico dei messaggi diffusi, non su aspetti personali o privati.
L’incontro ha finalità divulgative, giuridiche e culturali: mira a riflettere sul trattamento mediatico dei casi di violenza sessuale già definiti in sede giudiziaria e sui limiti del diritto di cronaca, di critica e di opinione. Il contenuto non intende riesaminare procedimenti penali né sostenere posizioni di accusa o di difesa, ma offrire un’informazione di carattere generale e documentale.
È giunta l’ora di passare la parola alla legge.
Nota legale
I fatti riportati derivano da materiale di pubblico dominio, reperibile su social network o da fonti giornalistiche verificabili – vere o ragionevolmente ritenute tali al momento della pubblicazione. Sono tratti da materiale pubblico o da dichiarazioni dirette dei protagonisti. Ogni affermazione è stata formulata nel rispetto del principio di buona fede e con finalità di interesse collettivo, non diffamatoria. Le opinioni espresse rientrano nel legittimo esercizio del diritto di cronaca e di critica, ai sensi degli artt. 21 Cost. e 51 c.p. Ai sensi dell’art. 70 L. 633/1941, l’utilizzo di citazioni, estratti, immagini o contenuti audiovisivi è effettuato per finalità di informazione, analisi e discussione, nei limiti consentiti e senza scopo di lucro. Le informazioni hanno esclusivamente finalità documentale e di interesse pubblico. Ogni riferimento a soggetti o fatti è corredato da riscontri oggettivi tratti da fonti accessibili o da dichiarazioni pubbliche.
14 OTTOBRE 2025

